La verve riformista del Beppe Sala

Ok, ha litigato un po’ con la lavagna elettronica (che per un ex manager di Telecom non è il massimo) ma almeno ha citato i riformisti del 900. Poco digital, quindi. Tuttavia sensibile al fare per il bene comune che ha caratterizzato le migliori stagioni della politica milanese. E che lui, Beppe Sala, – ex commissario di Expo e candidato sindaco di investitura renziana – ha riassunto così, presentando la sua campagna per le primarie del centrosinistra al teatro Strehler: “Far combaciare giustizia e progresso con la realtà”.

Cosa sia questa realtà lo sa solo lui. Oppure lo si può intuire. Per esempio quando ripete per l’ennesima volta che ci tiene a riannodare subitissimo il filo spezzato della delibera sugli ex scali ferroviari: “Opportunità imperdibile per Milano”. A questo punto si potrebbe essere indecisi tra la percezione di un candidato più ispirato da Tognoli o dal craxismo. Vedremo.

E però, a scanso di ogni residuo equivoco circa il suo dna di uomo di sinistra, Sala ha rievocato nientemeno che Antonio Gramsci. “Prevedere in politica significa agire per”. Ora, vuoi vedere che chi guarda alla lezione gramsciana non è almeno un po’ di sinistra?

Che poi, per dirsi sempre più di sinistra, ma anche vicino ai cattolici (quelli di sinistra, ovvio) e a costo di irritare un cicinìn le altissime sfere della Curia ambrosiana – fresca di appello sul Corrierone per l’impegno dei laici in politica – ha messo Carlo Maria Martini in cima alla classifica delle personalità spirituali de Milano. Chiariamo, non è che corresse proprio dell’ottimo sangue fra il cardinale e la Compagnia delle Opere, no. Sapete, a proposito del presunto appoggio “ciellino” (non mi pare di averne scorto una presenza massiccia; se mi sbaglio – cito – “corrigetemi”).

Tattiche. Capiremo a breve quanto efficaci.

Poi il ragionamento sulla sfida del 6 e 7 febbraio. “Se vincerò le primarie il centrodestra avrà difficoltà come non mai ad oppormi un candidato”. Poiché il nostro è un sedicente uomo di sinistra (allo Strehler in effetti i leader locali del Pd c’erano) forse non intende che con lui vincitore gli altri (Forza Italia, Lega, Ncd) si riterranno soddisfatti, quanto piuttosto che con le arti della politica confida di poter conquistare tutti indistintamente, anche il voto dei moderati.

Certo però che l’ideona (il “sogno”) di riaprire i Navigli a Milano, grande opera che potrebbe ricordare per ambizione l’impossibile Ponte sullo Stretto (ehm), potrebbe spingerci a coltivare anche qualche balzana idea. O Balzani, vedete voi.

Gran chiusura per i supporter: “Andate e moltiplicatevi”. L’esortazione che ti aspetti da uno che ama l’acqua dei Navigli, magari al punto da credere di poterci camminare su.

2016-01-16 12.01.15

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