Come funziona la stampa in Italia? A lezione da Bremmer

Come funziona la stampa in Italia? E c’è sempre motivo di darle addosso?

Ecco, per dire, mi piace portare a esempio due modi molto diversi di scrivere sull’incontro con un esperto di geopolitica, materia comprensibilmente molto in voga. È successo che questa mattina i giornalisti abbiano ascoltato Ian Bremmer, docente della New York University, presidente e fondatore del think-thank di politica internazionale Eurasia Group, reduce dalle tartine del World Economic Forum di Davos e brillante ospite di Kairos, a Milano.

Ebbene, capita che si parli delle sorti non troppo magnifiche ma sempre progressive del globo terracqueo, dalla frenata della Cina ai guai dell’Arabia Saudita e del Medio oriente fino alle elezioni americane e al ruolo dell’Europa.

Non può mancare, ovviamente, qualche domanda sull’Italia (siamo in Italia). Succede che l’oratore avverta che non ama parlare del Paese di cui è ospite. Naturalmente i giornalisti chiedono se vede bene l’operato di Renzi, se sia un leader autorevole.

Al che l’americano Bremmer esprime una posizione molto made in Usa: Italia ottimamente on track, sulla strada delle riforme. Segno, penso io, che il nostro sa narrarsi molto bene oltreoceano, dove magari non si fanno un problema eccessivo di come poi va a finire con i decreti attuativi né si attardano a capire che cosa è successo di recente a una banchetta del Granducato.

Per farla breve, tempo dedicato a Renzi e Italia: 5 minuti su circa 90.

E che fa l’Ansa?

Crisi: Bremmer, in Italia leader forte per attuare riforme
(ANSA) – MILANO, 25 GEN – In Italia “c’è una leadership forte e carismatica che potrebbe mettere in atto le riforme che sono all’ordine del giorno”. Lo sostiene Ian Bremmer, presidente e fondatore di Eurasia Group, think tank di politica internazionale, ospite del gruppo Kairos. “L’Italia – afferma – è su una traiettoria positiva di riforme politiche. La più positiva di qualunque Paese europeo e questo – sottolinea – ci dice che l’asticella in Europa è molto bassa”.(ANSA).

Cina: Bremmer, reazione mercati esagerata ma timori reali
 (ANSA) – MILANO, 25 GEN – “Il mercato ha reagito in modo esagerato al declino della crescita cinese perché il mercato cinese è un mercato politico e il governo lo dimostrerà ancora”. A sostenerlo è Ian Bremmer, presidente e fondatore di Eurasia Group, think tank di politica internazionale ospite dell’incontro annuale riservato ai clienti del gruppo Kairos. “Tutte le preoccupazioni sui mercati cinesi – sostiene però Bremmer – sono reali ma non per quest’anno, sono di più lungo termine”. Anche perché “il Governo cinese ha così tanti strumenti per assicurare la crescita sufficienti a mantenere la stabilità, forse non sarà il 7% e magari il numero vero è più basso. Ma, comunque, una crescita sostenibile e lo sarà per un certo periodo di tempo”.(ANSA).

Ecco, capite? Il riflesso dell’accarezzare e rassicurare.

Fortunatamente, per sapere com’è andata davvero (al centro dell’incontro temi di respiro globale più che la curva Fiesole o il tutto va bene madama la marchesa) c’è Radiocor, l’agenzia del Sole 24 Ore, testata per cui (casualmente) lavoro. Qui il primo di tre lanci:

Mercati: Bremmer, in un «mondo G-zero» in Europa più rischi da geopolitica
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 25 gen – E’ “un mondo G-zero” quello che si va disegnando, senza leadership e con un rischio geo-politico crescente e strutturale, ma non globale. A rimetterci e’ l’Europa, oltre al Medio Oriente, mentre Usa, Cina e Giappone ne saranno preservati. Brillante e provocatore, Ian Bremmer, presidente e fondatore del think-thank di politica internazionale Eurasia Group – in un incontro organizzato da Kairos a Milano – traccia i rischi che condizioneranno il 2016 e gli anni a venire. “Ci sara’ molta piu’ instabilita’ geo-politica, non solo nel Medio Oriente, ma anche in Europa, mentre le tre maggiori economie del mondo, gli Usa, la Cina e il Giappone non ne saranno influenzate. Quindi penso che vedremo un grande rischio che deriva da una ‘distruzione creativa’ di tipo geo-politico, ma non e’ un rischio globale. Il problema e’ che manca una leadership che risponda a questo rischio”, spiega Bremmer, che parla della fine del G7 e del G20 e di “un mondo che ormai e’ ‘G-zero'”. “Non c’e’ nessun Paese che voglia assumere un ruolo-guida”, gli Usa non sono piu’ disponibili a far il gendarme del mondo e “si muovono piu’ sul piano unilaterale che su quello multilaterale”, indica il presidente di Eurasia Group. La riflessione e’ che “nel 2016 non vedremo i leader dare risposte efficaci” a problemi come quello della Siria, “vedremo frammentazione se non un’assenza di risposte”. La geo-politica, che secondo Bremmer in passato forniva piuttosto occasioni di acquisto, adesso invece pesera’ sui mercati. “In un contesto che e’ diventato strutturalmente instabile geo-politicamente, soprattutto in Medio Oriente ed Europa, l’impatto su quei mercati sara’ piu’ negativo. Gli investitori penseranno piu’ alla resilienza e meno alla crescita. Gli Usa continueranno, invece, ad essere un porto sicuro”, sottolinea.
gli- (RADIOCOR) 25-01-16 14:42:39 (0375) 5 NNNN

Insomma, i giornalisti non sono tutti uguali. Tenerne conto, se possibile.

Aggiornamento serale: Dall’Ansa mi è stato fatto notare che sono stato poco cortese nella mia sottolineatura e che alle ore 17.20 è stato prodotto un ampio focus sul quadro geopolitico disegnato durante l’incontro con Bremmer. Alle 5 e 20 del pomeriggio, tuttavia, molti giornali sono belli e disegnati. E resta il fatto che la priorità è stata data ad altro. Nulla di male, sia chiaro. Sono scelte.

Aggiornamento del giorno dopo: anche il Sole 24 Ore ha scritto un articolo sull’incontro della stampa con Bremmer, a firma Vittorio Da Rold. Titolo: I rischi di un mondo senza leadership. Su Italia e Renzi nemmeno una riga.

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