Sapessi com’è strano fermare le auto sotto Natale, a Milano

Leggo una email di Edoardo Croci, ex assessore all’Ambiente nella giunta Moratti e, attualmente, direttore di ricerca allo IEFE-Bocconi, il centro di economia e politica dell’energia e dell’ambiente. E penso: toh, non sono bocconiano, eppure ripeto non da oggi le stesse cose. Tipo: “Non è ammissibile che dopo 19 giorni di emergenza smog con il superamento della soglia giornaliera di concentrazione delle polveri sottili la risposta delle istituzioni sia la resa, in attesa che cambi il tempo”. Appunto.

Vi ricordate quando in Regione regnava Formigoni? Le prefiche della sinistra milanese e ambientalista tutte lì a lacrimare e stracciarsi le vesti, lamentando l’improrogabile urgenza di fermare il traffico perché si stava morendo a molto breve. Perfino l’ex Celeste si piegò un po’ obtorto collo alla logica perversa delle domeniche senz’auto. Si faceva poco ma se se ne parlava, di inquinamento. Nonostante le grida dei commercianti. E ho detto tutto, visto che se a Milano una cosa non è cambiata nei secoli dei secoli è la visione miope del mondo che hanno proprio i commercianti, che in quanto a lobby i taxi gli fanno un baffo.

In genere il momento di bonaccia e siccità arrivava fra gennaio e febbraio. Quest’anno è arrivato sotto Natale. E, si sa, nessuno tocchi il Natale e lo shopping con il culo ben piantato in una comoda automobile. Così, le centraline di monitoraggio non hanno cuore di guastare la festa e rilevano fin là, a guardare certi dati sembra che l’emergenza ci sia ma non così seria. Eppure se il tiggitré regionale dice che l’aria è inquinata, dovrà pur esserci del vero.

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Ecco, non mi dilungo. Osservo solo, con deferenza, che da quando Pisapia è a Palazzo Marino e Maroni al Pirellùn e il Milan fa davvero più schifo del solito (quattro anni, più o meno), i silenzi tombali hanno preso il sopravvento sul vivace dibattito a sinistra, che attualmente è nullo. Si direbbe che l’aria è ottima, salubre, respirabilissima. Non siamo mica Pechino, del resto, dove le polveri sottili hanno concentrazioni 10-20 volte superiori a quelle della pur stantia ma familiare pianura padana.

Ed ecco che, ripeto, al diciannovesimo o ventesimo giorno di inquinamento dichiarato oltre i limiti (com’è noto i danni alla salute sono aggravati proprio dalla persistenza di livelli alti delle polveri sottili e sottilissime oltre che di gas nocivi come i biossidi di azoto e zolfo, i vari idrocarburi) la giunta comunale rilancia – cito a memoria – coraggiose iniziative di moral suasion tipo biglietti da un euro e mezzo per circolare su mezzi tutto il giorno, trasporti gratis per i genitori che portano i figli a scuola, addirittura il bike sharing gratis. E, certamente, anche l’invito perentorio ad abbassare di ben un grado la temperatura nelle case, da 20 a 19, che poi ditemi voi chi cacchio ci andrà mai casa per casa a misurare con il termometro.

Qualcuno si chiederà: ma fermare le auto, i diesel magari, quelli che Volkswagen ha promesso l’impromettibile e adesso passa guai seri? Ma dai, come siete malfidati. Sapete, basta la presenza del sindaco arancione a garantire per la salute dei milanesi. Mentre Maroni si guarda bene dal disturbare l’operosità lombarda che piomba in città ogni giorno.

Quindi non resta che recitare sottovoce l’email di Croci, tecnico serio e liberale, specie doppiamente rara in un Paese sempre più distratto dal rumore dei fondo dei social network, dei Grandi Fratelli o X Factor che dir si voglia, e dalle quotidiane imprese delle fashion blogger:

“Non è ammissibile che dopo 19 giorni di emergenza smog con il superamento della soglia giornaliera di concentrazione delle polveri sottili la risposta delle istituzioni sia la resa, in attesa che cambi il tempo. Le conseguenze sanitarie di elevati e prolungati livelli di concentrazione degli inquinanti sono infatti pesanti, come hanno evidenziato diversi rapporti internazionali che attribuiscono alla pianura padana il poco invidiabile record di mortalità prematura per lo smog.

I timidi provvedimenti messi in atto, più di facciata che di sostanza, non hanno avuto alcun effetto. Sarebbe dunque ora che il Sindaco di Milano Pisapia passasse a provvedimenti più incisivi, come il blocco totale dei veicoli diesel passeggeri e commerciali e dei motorini a due tempi, con poche deroghe riservate alle merci deperibili e finestre di consegna serali negli altri casi – che consentirebbe di dimezzare le emissioni da traffico e di diluire le concentrazioni che nelle ore di picco della giornata toccano livelli “cinesi”.

Ancora più grave è l’assenza di intervento della Regione Lombardia, a cui ai sensi della stessa legge regionale per la qualità dell’aria compete il coordinamento degli interventi di emergenza su vasta scala. La situazione attuale è la dimostrazione che l’inquinamento non è un nemico sconfitto e che bisogna andare avanti con misure strutturali in modo da prevenire le emergenze, in primo luogo con l’allargamento di Area C chiesto dai milanesi con i referendum del 2011 e rinviato dall’amministrazione a data imprecisata”.

Oh, a proposito: ma che rompiballe, sto Croci eh.

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