Guarda Sant’Angela che cade dal pulpito

Dà una certa soddisfazione assistere alla molto prevedibile subitanea retromarcia di Berlino sulla questione dei milioni in arrivo da dovunque. E fa parecchio sorridere la disinvoltura con cui le articolesse dei giornaloni sono passati dalla modalità applauso irrefrenabile a quella analisi pensosa, perché certo, adesso che la frittata è fatta, è più facile mettere sotto accusa “gli errori della Merkel”.

La di solito molto cauta e riflessiva kanzlerin (ci ha messo sei mesi per concedere ben 86 miliardi di aiuti alla Grecia, che sarebbero stati molti di meno sei mesi prima), forse ebbra di osanna, questa volta ha toppato di brutto. Avanti, c’è posto per tutti, siamo una nazione ricca e generosa. Boom. Erdogan, per dire, non vedeva l’ora di svuotare i suoi campi profughi in Kurdistan che gli sono costati già alcuni miliardi di dollari.

Così Frau Angela è passata nel breve volgere di giorni da Santa Salvatrice dell’Umanità Disperata, buon esempio da contrapporre all’Europa kattiva dei nazionalismi risorgenti, cara leader politica indiscussa di un intero continente alla spasmodica ricerca di “führung”, a visionaria leggermente frettolosa.

Ora sono tutti concordi, anche i suoi fan boys and girls, sul fatto che ha sbagliato un po’ di calcoli, annunciando un futuro radioso per tutti nella nuova Europa in crisi demografica. Salvo poi accorgersi che le folle sterminate erano troppo persino per l’organizzazione teutonica e chiudere le frontiere innescando una reazione a catena da Est a Ovest.

Adesso i tedeschi fanno gli offesi e definiscono ridicola l’Europa che dice no ai loro piani di risoluzione della crisi umanitaria in Africa e Medio Oriente. La realtà è che a rendersi palesemente ridicola, questa volta, è stata proprio l’arroganza della Germania. L’emergenza non si può risolvere d’un colpo e a senso unico, solo perché Zetsche di Daimler dice che gli servono forze fresche e, se possibile, a più basso costo.

Quando l’Europa avrà (se l’avrà mai) una politica estera credibile e imporrà condizioni a flussi anche ai Paesi che alimentano l’immigrazione economica (oltre che intervenire in Libia) se ne potrà riparlare. Fino ad allora è perfino dannoso aprire i portoni incondizionatamente. Oltretutto, potrebbe essere già tardi, visto che il semaforo verde di qualche giorno fa è stato ormai visto in mezzo mondo.

Da "Politico.eu"

Da “Politico.eu”

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