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Massimo Bray live at Pompeii

Massimo Bray live at Pompeii

Bravo il ministro Massimo Bray ad andare subito in visita a Pompei. L’uomo che ha contribuito a fare della salentina Notte della Taranta un brand internazionale potrebbe, forse, dare un contributo ad avviare la molto ardita trasformazione del grande sito archeologico da simbolo supremo dell’italico sfacelo – ne ha parlato il 20 aprile il New York Times –  a scintillante Disneyland della storia antica (non fraintendete, nel senso positivo dell’attrattiva turistica). Per arrivarci, a Pompei, Bray ha dovuto farsi dare un passaggio, causa sabotaggio della Circumvesuviana ad opera di vandali (proposta: li possiamo prendere e mandare ai servizi sociali minimo per sei mesi, please?). Bray  ha twittato tutto per dare un tocco social alla sua piccola disavventura. Debutto apprezzabile. Avanti così.

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No, vi prego. Non litigate così (Su Renzi, Bersani, il Quirinale e il Pd a pezzi)

Matteo Renzi torna sulle pagine di Repubblica per bocciare, come se qualcuno ancora non lo avesse capito, la candidatura di Franco Marini alla presidenza della Repubblica. Posso comprendere che la cosa non gli vada a genio, ma temo che la tattica sia sbagliata. Temo che alzare i toni dello scontro, a meno che Matteo non punti a farsi cacciare dal Pd, non produrrà grandi benefici. Né per il sindaco di Firenze né per il partito nel quale tuttora milita. Tantomeno per il Paese, come ha sottolineato più volte il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

E neppure ha fatto centro, Renzi, ironizzando sulla candidatura di Anna Finocchiaro, che oggi gli ha risposto via Facebook:

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Non vorrei sembrare il sempreverde Nanni Moretti-Michele Apicella (“No, vi prego, non litigate”). E però se anche un fine conoscitore della politica come Antonio Polito, editorialista del Corriere della sera, twitta

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vuol dire che, beh, qualcosa proprio non va nelle ultime uscite di Renzi.

L’attenuante è un clima avvelenato nel partito, le tensioni fortissime sulle scelte di Pierluigi Bersani (governissimo no, governo di cambiamento sì ma con chi?), le critiche mosse dallo sconfitto delle primarie, le repliche via via più taglienti del segretario, ultime quelle pronunciate a Corviale sabato. Parole forti, in effetti. Renzi ha risposto così:

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Siamo agli stracci bagnati che volano, nel Pd. Mentre Silvio Berlusconi se la ride di cuore.

P.S. Questa mattina un mio amico, su Facebook, ha taggato un post della direttrice di YouDem, Chiara Geloni, sulla lettera di Renzi a Repubblica. Geloni è un’entusiasta di Bersani che in genere non esprime giudizi lusinghieri (sto utilizzando eufemismi) su chi ha raccolto poco meno del 40% dei consensi del partito al ballottaggio delle primarie del centrosinistra del 2 dicembre scorso (non anni fa). Mi sono permesso di fare un apprezzamento paragonandola alla guardia pretoriana di imperiale memoria. Atteggiamento che secondo me dovrebbe imbarazzare perché nel partito ci sono già tanti e troppi leader e viceleader che si menano fendenti. Devono farlo anche gli addetti alla comunicazione?

Apriti cielo.

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Ecco, questo è il clima nel Pd. Nervi scopertissimi. Per questo ho concluso:

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Perché anche io, come altri tre milioni, ho votato alle primarie e, morettianamente, insisto: “No, vi prego, non litigate”. Non mi pare che, a giudicare, dalle aperture dei siti mentre scrivo e dai titoli dei giornali degli ultimi giorni si sia scelta la strada della coesione. Errore tragico. Per l’Italia.

P.P.S. Ho cancellato quel giudizio dai commenti sul profilo del mio amico. Non per timore di ritorsioni, ma per rispetto delle altrui sensibilità.