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Alluvione, the times they are a-changin’ (o no?)

«Italiasicura», la struttura di missione di Palazzo Chigi pensata per porre un argine (è il caso di dirlo) a inondazioni e frane ormai continue, è stata avviata ai primi di luglio. Fino a questo momento molti sono stati gli annunci, si è parlato anche di miliardi da investire, di cantieri da aprire. Questa mattina a Roma sono iniziati addirittura gli Stati generali del dissesto idrogeologico. Viene presentato, dice il capo della struttura Erasmo D’Angelis, un “piano di opere e interventi per i prossimi sei anni, con un considerevole investimento economico”. Obiettivo: “Fare prevenzione in maniera appropriata, efficace, perché ormai molti territori non reggono più l’urto nemmeno di piogge appena più abbondanti della norma”.

Il sottosegretario Delrio ha moltiplicato i pani e i pesci, visto che adesso i miliardi da investire sarebbero non 1,7, non 2,4, non 4 – come prospettato a più riprese in estate – ma addirittura 9 (per quei due di cofinanziamento che dovrebbero arrivare dalle Regioni serve, a volerci credere, una dose da cavallo di ottimismo). Intanto lo Sblocca Italia ne ha stanziati 100, di milioni però, e da spartire con la messa in sicurezza degli edifici pubblici, le scuole per esempio (articolo 3 comma 3).

Bene. Non resta che aspettare e vedere (lo so, l’ho già scritto a settembre dopo l’alluvione del Gargano). E certo, dopo mesi di belle parole qualche fatto non guasterebbe. Perché nel frattempo la Liguria sembra in guerra, a Carrara si è rischiato il linciaggio del sindaco, dopo la rottura di un argine presumibilmente mal costruito, e ormai ogni minima pioggia in buona parte del Paese è fonte d’ansia e danni.

Ecco un paio di grafici da Google Trends. Fotografano quanto è aumentato in rete l’uso della parola alluvione dal 2004 ad oggi. Direi che c’è di che preoccuparsi. C’è anche un grafico su bomba d’acqua, ma questo riguarda l’uso e l’abuso delle parole da parte della stampa.

L’uso del termine “alluvione” dal 2004 a oggi (fonte Google Trends)

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L’uso del termine bomba d’acqua. Fonte Google Trendy

P.S. Bob Dylan aveva visto lungo, in The Times They Are a-Changin’

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#ItaliaSicura e #AlluvioneGargano, le cifre e la realtà

Mentre l’alluvione che ha semidistrutto il Gargano sembra alle prese con il virus dell’algoritmo (ricordate il caso Ferguson?) che limita la diffusione delle notizie negative sui social, sono andato a cercare cosa si sta facendo in Italia, in concreto, per affrontare la molto annosa piaga del dissesto idrogeologico.

Breve riepilogo:

A fine aprile l’ex sottosegretario alle Infrastrutture del governo Letta, Erasmo D’Angelis, è nominato a capo della unità di missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico. «Milioni di cittadini – spiega – aspettano da noi risposte credibili e concrete e aperture di cantieri utili. Ringrazio il presidente Renzi per avermi conferito l’incarico di capo struttura di missione che dovrà coordinare e dare impulso agli interventi bloccati, ad oggi 1.500, spendendo i circa 1,7 miliardi disponibili e non spesi da anni. Farcela è un obbligo morale prima che politico». Dunque, 1,7 miliardi.

Il 9 luglio parte #ItaliaSicura. Diventa operativa la task force dell’Esecutivo contro frane e alluvioni: “Budget da 4 miliardi per i cantieri”, titola il Sole 24 Ore. Si tratta di “2,4 miliardi di euro non spesi dal 1998 per ridurre stati di emergenza territoriali (casse di espansione e vasche di laminazione di fiumi e torrenti, argini anti-alluvioni, briglie per regimentazione acque, messa in sicurezza di frane, stabilizzazione di versanti a rischio crollo, riattivazione di linee Fs locali interrotte e di ponti e infrastrutture viarie di Anas). In più nel bilancio dello Stato sono utilizzabili e ancora non spesi né impegnati in fase di cantiere 1,6 miliardi di euro stanziati con Delibera Cipe nel 2012 per opere urgenti di fognature e depuratori nelle Regioni del Sud da concludere entro il 2015”. La task force “si occuperà di 3.395 cantieri anti-alluvioni e anti-frane, di 183 opere per la depurazione degli scarichi urbani e del disinquinamento di fiumi e laghi, per una spesa prevista di circa 4 miliardi di euro in tutte le Regioni”, si legge su Edilportale. Dunque, 4 miliardi. Qui l’infografica sul sito del governo.

A fine agosto, il 29, arriva in Consiglio dei ministri l’atteso decreto Sblocca Italia, ancora non pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che comprende “misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”. I miliardi sono 3,8, ma per l’intero pacchetto di provvedimenti. E per il dissesto? “Via a 570 cantieri per un valore di 650 milioni di euro“, scrive Nicoletta Cottone sul Sole 24 Ore. Dunque non 1,7 miliardi, non 4 miliardi (di cui 2,4 non spesi dal 1998), ma la più modesta somma di 650 milioni.

Oggi in un comunicato il coordinatore di #ItaliaSicura commenta: “La nuova emergenza nel Foggiano e il dolore per le vittime, per le sofferenze e i molti danni indica la necessità di fare in fretta e recuperare ed investire subito ingenti risorse in prevenzione: è questo l’approccio del Governo Renzi“. E conclude: “L’Italia smette di piangere lacrime di coccodrillo e di rinviare opere di protezione e prevenzione e il decreto Sblocca Italia creerà le condizioni strutturali e finanziarie per voltare pagina”.

Ecco, non resta che aspettare e vedere.

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Avviso agli alluvionati (allertameteoCal)

Gente di Calabria, avete letto che cosa fare in caso di alluvione sul sito della Protezione Civile? Mantenete la calma e calzate scarpe “pesanti”, mi raccomando. Però attenti, molto importante: prima di tutto tenete il fax acceso.

IN CASO DI ALLUVIONE

Ascolta la radio, cerca su internet o guarda la televisione per sapere se sono stati emessi avvisi di condizioni meteorologiche avverse o di allerte di protezione civile.

Ricorda che durante e dopo le alluvioni, l’acqua dei fiumi è fortemente inquinata e trasporta detriti galleggianti che possono colpirti. Inoltre, macchine e materiali possono ostruire temporaneamente vie o passaggi che cedono all’improvviso. Poni al sicuro la tua automobile in zone non raggiungibili dall’allagamento nei tempi e nei modi individuati nel piano di emergenza del tuo Comune.

In ogni caso, segui le indicazioni della protezione civile del tuo Comune.

Prima

  • È utile avere sempre a disposizione una torcia elettrica e una radio a batterie, per sintonizzarsi sulle stazioni locali e ascoltare eventuali segnalazioni utili;
  • Metti in salvo i beni collocati in locali allagabili, solo se sei in condizioni di massima sicurezza;
  • Assicurati che tutte le persone potenzialmente a rischio siano al corrente della situazione;
  • Se abiti a un piano alto, offri ospitalità a chi abita ai piani sottostanti e viceversa se risiedi ai piani bassi, chiedi ospitalità;
  • Poni delle paratie a protezione dei locali situati al piano strada e chiudi o blocca le porte di cantine o seminterrati;
  • Se non corri il rischio di allagamento, rimani preferibilmente in casa;
  • Ricorda a tutti i componenti della famiglia i comportamenti da adottare in caso di emergenza, come chiudere il gas o telefonare ai numeri di soccorso.

Durante

In casa

  • Chiudi il gas, l’impianto di riscaldamento e quello elettrico. Presta attenzione a non venire a contatto con la corrente elettrica con mani e piedi bagnati;
  • Sali ai piani superiori senza usare l’ascensore;
  • Non scendere assolutamente nelle cantine e nei garage per salvare oggetti o scorte;
  • Non cercare di mettere in salvo la tua auto o i mezzi agricoli: c’è pericolo di rimanere bloccati dai detriti e di essere travolti da correnti;
  • Mantieni la calma;
  • Aiuta i disabili e gli anziani del tuo edificio a mettersi al sicuro;
  • Non bere acqua dal rubinetto di casa: potrebbe essere inquinata.

Fuori casa

  • Evita l’uso dell’automobile se non in casi strettamente necessari;
  • Se sei in auto, non tentare di raggiungere comunque la destinazione prevista. Allontanati il più possibile dalla zona allagata e se puoi trova riparo in un edificio sicuro;
  • Evita di transitare o sostare lungo gli argini dei corsi d’acqua, sopra ponti o passerelle;
  • Evita i sottopassi perché si possono allagare facilmente;
  • Se sei in gita o in escursione, affidati a chi è del luogo: potrebbe conoscere delle aree sicure;
  • Allontanati verso i luoghi più elevati e non andare mai verso il basso;
  • Evita di passare sotto scarpate naturali o artificiali;
  • Non ripararti sotto alberi isolati perché durante un temporale potrebbero attirare fulmini;
  • Usa il telefono solo per casi di effettiva necessità per evitare sovraccarichi delle linee.

 Dopo

  • Raggiunta la zona sicura, presta la massima attenzione alle indicazioni fornite dalle autorità di protezione civile, attraverso radio, TV e automezzi ben identificabili della protezione civile;
  • Evita il contatto con le acque. Spesso l’acqua può essere inquinata da petrolio, nafta o da acque di scarico. Inoltre può essere carica elettricamente per la presenza di linee elettriche interrate;
  • Fai attenzione alle zone dove l’acqua si è ritirata. Il fondo delle strade può essere indebolito e potrebbe collassare sotto il peso di un’ automobile;
  • Getta i cibi che sono stati in contatto con le acque dell’alluvione;
  • Presta attenzione ai servizi, alle fosse settiche, ai pozzi danneggiati. I sistemi di scarico danneggiati sono serie fonti di rischio.

Da tenere a portata di mano
E’ utile inoltre avere sempre in casa, riuniti in un punto noto a tutti i componenti della famiglia, oggetti di fondamentale importanza in caso di emergenza quali:

  • Kit di pronto soccorso + medicinali;
  • Generi alimentari non deperibili;
  • Scarpe pesanti;
  • Scorta di acqua potabile;
  • Vestiario pesante di ricambio;
  • Impermeabili leggeri o cerate;
  • Torcia elettrica con pila di riserva;
  • Radio e pile con riserva;
  • Coltello multiuso;
  • Fotocopia documenti di identità;
  • Chiavi di casa;
  • Valori (contanti, preziosi);
  • Carta e penna.”

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