Il figlio è una religione e la carrozzina è la sua arma impropria

Il penultimo numero di “Internazionale” (non li leggo necessariamente nell’ordine di pubblicazione) ripropone un articolo molto interessante sui “Figli come religione”. Toh, lo penso anche io e non da adesso. Certo, lo penso da persona senza figli – spero non sia considerata una colpa gravissima – che osserva quelli che ne hanno. Sono intoccabili, i piccoli despoti, dettano legge, pretendono, impongono, fagocitano, espandono l’ego ben oltre i limiti del loro ancora gracile corpo ponendo le premesse per un futuro di devastazione.

I genitori sono anche peggio, li assecondano in tutto. Esempio? l’uso spocchioso della carrozzina. Ormai trasformata in micidiale quattroruote cingolato che ha la precedenza sempre, su chiunque e in ogni situazione, su ogni marciapiede, largo o stretto che sia. La carrozzina cinturatapirelli si fa largo incurante e prepotente, e non conta se è vuota o con pargolo a bordo. La carrozzina passa prima. Sempre. E basta. Ah l’articolo originale è questo. E non credo che sia un problema solo americano.

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