Milano, Porta Venezia reloaded. Questa è accoglienza? Parliamone

Il bambino di 4-5 anni che fa pipì sulla vetrina del bar e un po’ anche sul fratellino che gli gattona sotto, mentre la mamma dall’aria sfinita guarda in cielo. Famiglie intere con valigie che vagano per il quartiere. Ragazzini di 12-13 anni all’apparenza lasciati soli. Gruppi di adulti, tutti molto giovani, che sostano ognuno con un telefonetto che sa tanto di quelli dati dalle organizzazioni del traffico umano per spedirli chissà dove. Amici che fanno colazione seduti sul marciapiede. I giardini che lentamente tornano a mostrare umanità dolente come panni stesi al sole.

Nella Milano con new skyline scintillante e boschi verticali per milionari (non molto distanti), la #bellaMilano dell’Expo, della Darsena ritrovata, del Mudec, della terrazza alla Triennale con vista sui Bagni Misteriosi di De Chirico perfettamente restaurati e della Fondazione Prada, beh succede anche questo, proprio come la scorsa primavera.

Di nuovo, a me sembra più un’improvvisata e sciatta sala d’attesa a cielo aperto che un programma di accoglienza degno di questo nome. E non andrebbe dato per scontato che debba andare proprio così. E se ne dovrebbe dare conto ai cittadini.

2015-05-14 11.36.12 copia

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