#ItaliaSicura e #AlluvioneGargano, le cifre e la realtà

Mentre l’alluvione che ha semidistrutto il Gargano sembra alle prese con il virus dell’algoritmo (ricordate il caso Ferguson?) che limita la diffusione delle notizie negative sui social, sono andato a cercare cosa si sta facendo in Italia, in concreto, per affrontare la molto annosa piaga del dissesto idrogeologico.

Breve riepilogo:

A fine aprile l’ex sottosegretario alle Infrastrutture del governo Letta, Erasmo D’Angelis, è nominato a capo della unità di missione di Palazzo Chigi contro il dissesto idrogeologico. «Milioni di cittadini – spiega – aspettano da noi risposte credibili e concrete e aperture di cantieri utili. Ringrazio il presidente Renzi per avermi conferito l’incarico di capo struttura di missione che dovrà coordinare e dare impulso agli interventi bloccati, ad oggi 1.500, spendendo i circa 1,7 miliardi disponibili e non spesi da anni. Farcela è un obbligo morale prima che politico». Dunque, 1,7 miliardi.

Il 9 luglio parte #ItaliaSicura. Diventa operativa la task force dell’Esecutivo contro frane e alluvioni: “Budget da 4 miliardi per i cantieri”, titola il Sole 24 Ore. Si tratta di “2,4 miliardi di euro non spesi dal 1998 per ridurre stati di emergenza territoriali (casse di espansione e vasche di laminazione di fiumi e torrenti, argini anti-alluvioni, briglie per regimentazione acque, messa in sicurezza di frane, stabilizzazione di versanti a rischio crollo, riattivazione di linee Fs locali interrotte e di ponti e infrastrutture viarie di Anas). In più nel bilancio dello Stato sono utilizzabili e ancora non spesi né impegnati in fase di cantiere 1,6 miliardi di euro stanziati con Delibera Cipe nel 2012 per opere urgenti di fognature e depuratori nelle Regioni del Sud da concludere entro il 2015”. La task force “si occuperà di 3.395 cantieri anti-alluvioni e anti-frane, di 183 opere per la depurazione degli scarichi urbani e del disinquinamento di fiumi e laghi, per una spesa prevista di circa 4 miliardi di euro in tutte le Regioni”, si legge su Edilportale. Dunque, 4 miliardi. Qui l’infografica sul sito del governo.

A fine agosto, il 29, arriva in Consiglio dei ministri l’atteso decreto Sblocca Italia, ancora non pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che comprende “misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive”. I miliardi sono 3,8, ma per l’intero pacchetto di provvedimenti. E per il dissesto? “Via a 570 cantieri per un valore di 650 milioni di euro“, scrive Nicoletta Cottone sul Sole 24 Ore. Dunque non 1,7 miliardi, non 4 miliardi (di cui 2,4 non spesi dal 1998), ma la più modesta somma di 650 milioni.

Oggi in un comunicato il coordinatore di #ItaliaSicura commenta: “La nuova emergenza nel Foggiano e il dolore per le vittime, per le sofferenze e i molti danni indica la necessità di fare in fretta e recuperare ed investire subito ingenti risorse in prevenzione: è questo l’approccio del Governo Renzi“. E conclude: “L’Italia smette di piangere lacrime di coccodrillo e di rinviare opere di protezione e prevenzione e il decreto Sblocca Italia creerà le condizioni strutturali e finanziarie per voltare pagina”.

Ecco, non resta che aspettare e vedere.

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