Zio Tibia colpisce ancora

Poco più di un anno fa Paul Krugman, sul New York Times, prendeva soavemente per i fondelli un’importante istituzione economica con sede a Parigi. “Sometimes economists in official positions give bad advice; sometimes they give very, very bad advice; and sometimes they work at the OECD”. Più avanti citava:

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Capito? “The pain is producing results”. Penso a un milione di greci senza lavoro da più di un anno, al 25% di spagnoli disoccupati (per quanto diversamente dall’Italia pare che le tasse lì le stiano iniziando a tagliarle), ai milioni di disoccupati italiani che assistono all’agonia della manifattura (nelle ultime settimane qualche segno di uscita dal coma si percepisce, ma sempre coma è).

Giusto oggi, lo stesso Padoan, che nel frattempo si è trasferito da Parigi a Roma, ha detto cose di segno parecchio diverso.

“Urgente ridurre le tasse”. E poi: il governo punta “a rendere più equo l’onere del prelievo fiscale”, perché occorre “tenere conto delle difficoltà dei contribuenti onesti. Un fisco equamente distribuito consentirà di affrontare meglio questo momento”. Registriamo progressi. Non si parla più di benefici del dolore.

Ieri, nel tentativo di rilanciare un’ipotesi di asse Roma-Parigi in chiave anti-austerity, intervistato da Le Figaro lo stesso titolare dell’Economia aveva illustrato la versione tricolore del “patto di stabilità intelligente

Tra i compagni di viaggio su Twitter c’è chi chiede, non a torto: abbiamo davanti sempre la stessa persona?

Schermata 2014-06-21 alle 12.37.10

 

 

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