Que viva Costa Rica

Non so voi, ma tornando ieri sera dal lavoro, in una Milano quieta e intenta a godersi la sera di vigilia del solstizio d’estate, ho mandato un pensiero affettuoso agli eroi del (della) Costa Rica. Zero festeggiamenti, trombette, balli, baci e abbracci. Niente isteria incosciente mentre il Pil fa -0,1% e la disoccupazione è quasi al 14%. Inguaiandoci al Mondiale (perché lo so e lo sento che nulla potrà salvare la banda Buffon dall’accoppiata Pistolero più Matador, martedì prossimo contro la Celeste) i ragazzi di Jorge Luis Pinto ora-non-più-ignoti-al-Balo-nazionale ci hanno reso liberi.

Adesso relax, non dovremo neppure sforzarci di continuare a vivere nel sogno. L’Italia, del resto, lo ha fatto per troppo tempo. Bello restare svegli e concentrati sugli obiettivi che contano. E poi, si sa, nei Paesi che funzionano meglio e con le economie più in salute (a parte la solita noiosa eccezione della Germania) il calcio non è mai una priorità. Il campionato del mondo che conta veramente è un altro, mettiamocelo bene in testa. È arrivato il momento di crescere e giocarcelo sul serio, no?

Schermata 2014-06-21 alle 13.39.27

 

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