E Renzi rottamò anche i sondaggi

Illustrando il piano di battaglia per la campagna elettorale che porta alle europee del 25 maggio il premier e segretario del Pd ha chiarito questa mattin in direzione che lui non intende addormentarsi sulle pelli di giaguaro di nessuno. Né tanto meno tendere la mano a gufi e (new entry nel presepe renziano) sciacalli.

I sondaggi danno il partito di maggioranza relativa stravincitore? Un brivido corre per la schiena, il sangue si raggela,  il ricordo corre al vantaggio dilapidato nelle politiche soltanto 14 mesi fa. Sembra passato un secolo. In un tempo tanto breve sono stati bruciati un segretario, un ex vice e un premier.

Quell’errore Renzi non intende ripeterlo e chiama alle armi il partito. Sarà campagna di mobilitazione. Per il cambio di passo non si aspetti un minuto di più.  Tutti in piazza a parlare con tutti, anche rischiando il corpo a corpo con l’elettorato. E i sondaggi, per carità,  guardarli il meno possibile.

Pd

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