Suggerire a Praet che “prima o poi un’economia tende a crescere”

Ho letto la lunga intervista della bravissima collega della Stampa Tonia Mastrobuoni al capo economista della Bce, Peter Praet. Non ho trovato che conferme a quello che ci viene ripetuto ormai da anni: cari italiani, fate i bravi, continuate su questa strada, non badate troppo al fatto che la vostra base industriale stia evaporando, vedrete che perseverando e soprattutto FACENDO LE RIFORME ce la farete perfino voi a uscire dalla crisi.

Il Guardiano dell’euro Praet non si dilunga in particolari di poco conto sulla situazione generale di Eurolandia. Ricordo che, per esempio:

la ripresona della Spagna coincide con livelli di disoccupazione terrificanti e una legge sull’ordine pubblico su misura per domare le proteste di oggi e di domani;

l’Irlanda è fuori dal programma di aiuti ma invita caldamente i suoi disoccupati a emigrare;

la Grecia sprofonda al punto da chiudere ospedali e università (del resto è un Paese-cicala molto esecrabile al quale solo incidentalmente Berlino faceva fare debito vendendo sottomarini o dove grandi case automobilistiche tedesche eludevano allegramente il fisco).

Nell’intervista non è stata colta, purtroppo, l’occasione di questionare su cose nient’affatto marginali come la seguente:

Schermata 2013-12-22 alle 13.17.57

o questa:

Schermata 2013-12-22 alle 13.21.13

o, a voler proprio essere pignoli, anche questa:

Schermata 2013-12-22 alle 13.20.41

In compenso, mi sono andato a rileggere un interessante articolo di Paul Krugman (chi era costui? Sarà un altro di quelli che delirano…) dal titolo evocativo: “A che servono i dati quando si possiede la Verità?”.

È un commento – a un post del blog Ecb Watchers – in cui il Nobel per l’economia chiama in causa anche il Gran sacerdote più sacerdote dell’euro di tutti, Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank.

La frase più divertente? “Prima o poi un’economia tende a crescere, se le politiche economiche sbagliate non peggiorano ancora di più”. Consiglio caldamente sia il commento di Krugman sia il post di Ecb Watchers, che approfondisce l’analisi di Praet sui rischi di disinflazione in Europa, definendola “confusing“.

Amen.

Schermata 2013-12-22 alle 13.39.01

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