Austerità vs. diritti, in Spagna una deriva autoritaria?

Austerità vs. diritti. In Spagna una deriva autoritaria?

Riporto qui di seguito la notizia Ansa sull’allarme lanciato dal commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Muiznieks. Non mi sembra che abbia avuto larga eco nella stampa mainstream (quanto a me l’ho appreso dal sito L’Antidiplomatico). A seguire posto anche una lunga citazione in inglese dell’articolo sullo stesso tema pubblicato su EUobserver.com.

L’aspetto più inquietante è che in Spagna si sta discutendo una legge repressiva (se non è così, scrivetemi) nei confronti della libertà di espressione. Si prospettano multe fino a 30mila euro se la/il manifestante apostrofa (chi lo decide se è un insulto o meno?) rappresentanti delle forze dell’ordine o brucia una bandiera e fino a 600mila euro per sit-in davanti agli aeroporti o a impianti nucleari o, per esempio, se “si interferisce con il regolare svolgimento delle elezioni”.

Da Bruxelles la risposta alla nuova legge in preparazione a Madrid è stata sconcertante: la portavoce Mina Andreeva si è limitata a commentare in una email che le questioni di ordine pubblico sono di competenza esclusiva degli Stati membri dell’Unione. Ecco. Dobbiamo prepararci, dopo l’austerità, anche a una svolta autoritaria?

Consiglio d’Europa, l’austerità minaccia i diritti dei cittadini

(ANSA) – STRASBURGO, 3 DIC – Le misure di austerità introdotte dai governi stanno minando i diritti economici, sociali, politici e civili dei cittadini europei. A lanciare l’allarme è stato oggi il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, che ritiene “necessario rinvigorire il modello sociale europeo fondato sulla dignità umana, la solidarietà intergenerazionale e l’accesso alla giustizia per tutti”.
I tagli alla spesa pubblica, l’incremento delle tasse sul valore aggiunto e sui beni di consumo, le riforme del mercato del lavoro e delle pensioni, secondo Muiznieks, hanno intaccato non solo il diritto al lavoro, ma anche quello alla casa, alla salute, all’istruzione, alla giustizia, al cibo e all’acqua.
Per questo Muiznieks, basandosi su uno studio condotto dal Center for economic and social rights, propone ai governi 12 raccomandazioni e misure concrete “che aiutino a delineare una nuova strada percorribile dai governi per allineare le politiche di ripresa economica con il loro obbligo di rispettare i diritti umani dei propri cittadini”.
Secondo il commissario è per esempio essenziale che le politiche fiscali siano sottoposte a audit per valutare se le misure prese sono strettamente necessarie e per identificare le possibili alternative per trovare le risorse che occorrono. I governi devono inoltre garantire, durante la crisi, l’accesso universale a servizi e beni essenziali. Ma anche regolamentare il settore finanziario, perché è loro dovere proteggere i cittadini dalle violazioni che banche, agenzie di rating e altri possono commettere attraverso pratiche di credito predatorie, e comportamenti irresponsabili.
Il Commissario chiede poi ai governi di considerare l’impatto che hanno sui diritti umani le decisioni che prendono in seno alle istituzioni finanziarie internazionali ed europee. “I governi hanno la responsabilità di dimostrare che le loro decisioni danno la precedenza, o comunque non impediscono, la realizzazione dei diritti umani” sottolinea Muiznieks. (ANSA)
Estratto da EUobserver.com
… “The latest twist came over the weekend when Spain backed a draft law on public order that cracks down on civil disobedience. The revised draft, if ratified, means Spaniards can be fined up to €30,000 for insulting a government official, burning a flag, or protesting outside the parliament without a permit. Covering faces or wearing hoods at demonstrations is also an offense. Judges would also be able to impose fines of up to €600,000 for picketing at nuclear plants, airports, or if demonstrators interfere with elections.

“This new report of a draft law extending the scope and severity of sanctions against peaceful demonstrators is of serious concern,” said Muiznieks. “When I see a potential fine of up to €600,000, I’d like for someone to convince me that that is a proportionate penalty,” he added.

Muiznieks said the proposed measures, tabled last month by Spain’s interior minister Jorge Fernandez Diaz, run counter to the freedom of assembly. “If you don’t let people have their say before, they’ll have their say afterwards in the streets,” he pointed out.

The Council of Europe in a report in October slammed the Spanish security troops for their disproportionate use of force against anti-austerity protests. Undercover police officers at the demonstrations are not held accountable for their actions, it says.

The European Commission says it is unable to comment on Spain’s new draft law because it is a national issue. “Member states are themselves responsible for the maintenance of law and order and the safeguarding of internal security on their territory,” said Mina Andreeva, the commission’s spokesperson on justice affairs, in an email” …

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