Una strana Europa (manca la Merkel)

Lunga intervista del premier Enrico Letta a cinque quotidiani europei, fra i quali La Stampa. Testo di ampio respiro. I temi toccati sono tanti. Il messaggio forte, che quoto dall’articolo di Fabio Martini, è il seguente:

“C’è una grande sottovalutazione del rischio di ritrovarsi nel prossimo maggio il più anti-europeo Parlamento europeo della storia, con una crescita di tutti i partiti e movimenti euro-scettici e populisti, in alcuni grandi Paesi e anche in altri più piccoli. E con un effetto molto pericoloso sul Parlamento europeo”.

Dunque, pericolo.

“Nella prossima legislatura la scommessa di fondo è passare dalla austerità alla crescita, una scommessa che il Parlamento più euroscettico della storia rischia di azzoppare. Un rischio del quale nei diversi paesi europei si parla, ma timidamente”.

Dunque, pericolo pericolo. Ma se si scommette sulla crescita, di certo la prospettiva cambia.

“Urge una grande battaglia europeista: l’Europa dei popoli contro l’Europa dei populismi. Questa è la posta in gioco nei prossimi sei mesi. E quando dico europeismo, so bene che non basta dire ‘più Europa’ per avere un’Europa migliore”.

Dunque, chiamata a raccolta anti-Grillo e anti-Le Pen, con una correzione di rotta sul “più Europa”, che ormai, lo ha capito bene Letta, non fa più presa. E vorrei ben vedere, visto che se uno lo associa a più Van Rompuy (chi era costui?), più Dijsselbloem (l’olandese capo dell’Eurogruppo che vuole rattoppare i buchi dei bilanci bancari con i soldi dei correntisti) e, ovviamente, più Angela Merkel, beh fa una gran fatica a pensare che produca vantaggi per la stragrande maggioranza dei cittadini in Italia, Grecia, Portogallo, Irlanda e persino Francia. Soprattutto, visti i disastrosi risultati dell’austerità in recessione (vogliamo ricordare solo il crollo dei consumi, la disoccupazione esplosiva, la progressiva deindustrializzazione?) sullo stile di vita di decine di milioni di europei del Sud.

Ecco, la Merkel. Il presidente del consiglio nell’intervista non la cita MAI. Cioè, se ci divertissimo a fare quelle nuvolette dove le parole più citate sono belle grosse e le meno appaiono in corpo 2, la bundeskanzlerin non apparirebbe proprio. Ma come, la regina dell’Unione illustre assente nelle riflessioni del premier italiano? E proprio nel giorno in cui gli Stati Uniti accusano la Germania di indebolire l’eurozona con politiche economiche che ampliano il fossato tra i paesi ricchi del Nord e la cosiddetta periferia?

Misteri, come minimo, di questa strana Europa.

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