Banzai, Tares! (parte seconda, ma ora si chiama Tari)

Ve lo devo. Mi hanno poi richiamato, dal Settore Finanze del Comune di Milano. Sono serviti molti solleciti e un anno di attesa. Naturalmente nel frattempo la Tares, la tassa sui rifiuti, l’ho pagata ancora una volta su più metri quadrati di quello che mi spetterebbe. La scadenza era il 30 settembre e l’addetta del Comune mi ha chiamato solo qualche giorno fa. Mi ha invitato a scrivere una letterina raccomandata per ribadire la segnalazione dell’errore da me commesso in fase di comunicazione e la successiva rettifica, regolarmente spedita elettronicamente e protocollata il 12 dicembre 2012.

Detto, fatto. Ho scritto un messaggio di posta elettronica certificata (al quale non si sono degnati di rispondere ma che è certamente stato consegnato e letto, perché la mia Pec me lo riferito) e spedito la magica raccomandata A/R. Ora resto sulla riva del fiume e aspetto paziente. Anche perché nel frattempo la Tares, con la Legge di stabilità, è stata ribattezzata Tari ma continuerà imperterrita a essere calcolata sui metri quadrati e non sulla reale quantità di immondizia prodotta.

Settimane fa, nella più recente telefonata con il centralino comunale 020202 (dove ormai sono di casa), un’addetta dal piglio sicuro tipo Tata Lucia mi ha tolto ogni fantasia al riguardo: “Si figuri se faranno mai una cosa del genere. Dovrebbero approntare un nuovo sistema di raccolta interrato e dotato di chip in ogni condominio”. Fra me e me ho pensato: e certo, la vedo molto dura, ma allora i dirimpettai che fanno l’asilo nido per i figli degli amici e buttano tonnellate di immondizia più di me continueranno a pagare di meno per sempre visto che l’appartamento è più piccolo! Ma pazienza.

Domenica, poi, in redazione ne ho parlato con alcuni colleghi. “Guarda che in Trentino i cassonetti con i chip li hanno introdotti da anni”, mi ha fatto notare l’esperto in materia di tasse e amministrazioni locali. Ah, in Trentino. Da anni. Facendo una rapida ricerca si scopre che la tecnologia Rfid è stata introdotta ormai da molti Comuni. A Venaria Reale ti danno anche i punti da spendere al supermercato o in farmacia se sei virtuoso. A Milano, invece, ci si limita a usare i chip sugli automezzi di raccolta per il riconoscimento e la pesatura. Insomma, a parte il prelievo Irpef elevato recentemente al top, ancora aspettiamo i benefici della Rivoluzione arancione. Ma arriveranno, eh se arriveranno.

rifiuti

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