Brasilia chiama Istanbul (la rivolta dell’aceto)

La presidente Dilma Rousseff vive l’imbarazzo di un governo di sinistra alle prese con una protesta che testimonia il crescente malessere sociale. Con le dovute differenze, Brasilia chiama Istanbul. Nuove manifestazioni – sempre più imponenti – contro l’aumento dei prezzi dei trasporti pubblici e contro le spese faraoniche per l’organizzazione della Confederations Cup, dei Mondiali 2014 e delle Olimpiadi 2016, animano in queste ore almeno 11 città del Brasile. Le manifestazioni più imponenti a San Paolo, Rio de Janeiro e nella capitale Brasilia (con tensioni nei pressi del Parlamento). Incidenti a Belo Horizonte, dove si è giocata Nigeria-Tahiti, valida per la Confederations: squadre antisommossa hanno usato, come già accaduto sabato a San Paolo, pallottole di gomma e lacrimogeni (l’aceto da cui il nome della rivolta viene usato per mitigare gli effetti dei gas) per disperdere la folla che si avvicinava allo stadio.

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