Ius soli, basta ascoltare i bambini

Renato Schifani, presidente dei senatori del Pdl: “Non si esageri e si usi maggiore cautela anche da parte dei membri dell’esecutivo”. E poi ancora: “Letta intervenga per il bene del governo”. Maurizio Gasparri (Pdl), vicepresidente del Senato: “La cittadinanza automatica per il solo fatto di nascere in Italia non è praticabile”. Anna Maria Bernini, senatrice e portavoce vicario del Pdl: “Le opinioni politiche su cittadinanza e reato di immigrazione clandestina sono perfettamente legittime se espresse a titolo personale”.

Leggo di attacchi concentrici – anche da parte del “civilissimo” popolo della rete (non mi azzardo a dire diversamente sennò poi obiettano che ce l’ho con il web) – a Cécile Kyenge. La ministra ha gettato il cuore forse un po’ troppo oltre l’ostacolo. Prudenza vorrebbe che determinate posizioni fossero espresse dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, dopo opportuna discussione e certamente prima che da qualsiasi titolare di dicastero o vice o sottosegretario.

Ma poi penso ai bambini di ogni cultura e colore che affollano i nostri asili, i nostri parchi giochi, le nostre metropolitane (ci vanno, in metropolitana, Schifani, Gasparri, Bernini? Mi sa di no). Parlano un italiano svelto, con l’accento di Milano, di Roma, di Firenze, di Palermo (dove è nato, per esempio, Mario Balotelli). Mentre li ascolto non ho dubbi: sono italiani, proprio come me.

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One comment

  1. simone

    sai qual è il problema? che a volte ti rendi conto che loro non sono solo italiani, sono anche il meglio che l’italia ha fatto negli ultimi anni. Sono il meglio perchè crescere civili in un paese razzista non è facile.

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