La sottile linea rossa (dell’Imu)

E quindi si ripensa l’Imu. La demagogia – come accade troppo spesso – prevale. Il nuovo governo nasce sventolando la bandiera della sospensione  (non abolizione) di un’imposta tanto normale (in tutta Europa, perfino in Grecia) quanto strumentalizzata. Non sono valsi a nulla i tentativi di chi ha cercato di fare capire che il problema più urgente, magari, è il cuneo fiscale, ovvero la tassazione sul lavoro. Perché se il lavoro scompare chi le paga più le tasse e chi consuma?

Sottrarre risorse (vedremo come e quanto non appena l’Esecutivo guidato da Enrico Letta avrà riformulato il tutto, pare a breve) in una fase delicatissima per le casse dello Stato e dei Comuni non è una mossa accorta. Ma questo voleva il partitone della rendita immobiliare (perché ai grandi proprietari viene fatto il favore non a chi meno ha; si guardi l’infografica, ormai nota a chi mi segue su twitter, in fondo al post) e questo, in nome della governabilità, è stato concesso.

Poi però un tuo amico ti racconta che per la sua casa le autorità competenti hanno chiesto una rettifica all’autodenuncia necessaria alla regolarizzazione. Motivo? Quelle carte imbarazzano il silenzio assordante dei vicini più ricchi e influenti. Salta fuori, infatti, che la proprietà finisce per situarsi oltre una sottile linea rossa e mette in mora la spensierata comitiva. Voi direte: scandalo e sollecito a chi non rispetta la legge, giusto? No, cortese invito all’unico cittadino onesto a ritirare l’autodenuncia. Lui non ritira. Così, qualche tempo dopo, scopre che una manina si è presa cura di ridisegnare la mappa. Per mettere tutto a posto. Viva l’Italia.

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