#lasciateloinpace

Dalla Carta di Treviso aggiornata:

“Il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano lederne la dignità o turbare il suo equilibrio psico-fisico, né va coinvolto in forme di comunicazioni lesive dell’armonico sviluppo della sua personalità, e ciò a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori”.

“I giornalisti sono tenuti ad osservare tutte le disposizione penali, civili ed amministrative che regolano l’attività di informazione e di cronaca giudiziaria in materia di minori, in particolare di quelli coinvolti in procedimenti giudiziari”.

“Va garantito l’anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanza penale, ma lesivi della sua personalità, come autore, vittima o teste”.

“Particolare attenzione andrà posta nei confronti di strumentalizzazioni che possano derivare da parte di adulti interessati a sfruttare, nel loro interesse, l’immagine, l’attività o la personalità del minore”.

“Tutti i giornalisti sono tenuti all’osservanza di tali regole per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge istitutiva dell’Ordine”.

Leggo dell’intervento del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia.

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Bene, si colga la triste occasione per dare un senso (già messo in dubbio da molti) all’esistenza stessa dell’Ordine. Si proceda in fretta.

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