Ricchi insulti e cotillon (ma brava Lilli Gruber)

Dall’ineffabile Blog-Tazebao del rivoluzionario di Cogoleto. Il nascituro governo? “Ammucchiata degna del miglior bunga bunga”. I giornalisti? “Servi che hanno conservato il posto di lavoro” (anche se, ammettiamolo, non è dimostrazione di ansia da scoop passare dall’elogio del loden a quello del subbuteo). “Capitan findus Letta, lo stoccafisso scongelato”. E vabbé.

Lilli Gruber? “Potrebbe al massimo fare la cassiera in un cinema di periferia”. Questa è sessista (l’avrebbe detta di un “cassiere”?) e certamente irrispettosa verso un mestiere non meno dignitoso di altri.

E non sto a ricordare l’interminabile lista di nomignoli irridenti e cognomi storpiati, da Napolitano Morfeo a Rigor Montis, usati come randelli verso chiunque rappresenti l’establishment o contesti il verbo a cinque stelle.

Ah, c’è anche l’esegeta del capo, che opportunamente (per Grillo) ne diffonde a dovere la visione, visto che è presente (viva la libertà, lui l’espulsione non la rischia) in quasi tutti i talk-show. Alcune perle dal pezzo di oggi. “Letta Benjamin Button“. “L’adagio del ‘ci pisciano in testa e poi dicono che piove'”. “La sensazione che qualcuno ci abbia conficcato ben bene l’ombrello di Altan”.  Vette di letteratura. Con sapiente esibizione di equidistanza, si badi, dal momento che cita sfottente anche “Pisolo Crimi” e “Simpatia Lombardi“.

No, signori. Politica non è vellicare i peggiori istinti, anche quando sussistano tutte le più sacrosante ragioni. Questa non può essere la cifra comunicativa di una forza che raccoglie un quarto dei voti espressi in un paese europeo (civile ancora no, dobbiamo fare un bel pezzo di strada). E’ davvero impossibile, mi chiedo, discutere e criticare a voce bassa e senza offendere?

Penso anche alla pessima deriva di Dario Fo alla Zanzara. La battuta su Brunetta? No, quella è di una tale banalità (la scaletta… all’altezza… il cervello) da ridimensionare ex post, se ce ne fosse stato ancora bisogno, la portata di un noto premio che spesso ha mostrato limiti e qualche faziosità. Mi riferisco all’indegna battuta su Schifani. Perché con quel “cognome onomatopeico” Fo ha calpestato, oltre agli omonimi in vita, anche la memoria di Vito Schifani, l’agente della scorta di Giovanni Falcone morto nella strage di Capaci. Capito che gaffe?

P.s. Brava Lilli a non usare Ottoemezzo per rispondere al Grillo blog. Grande stile. Certo, qualche domandina vera in più a Monti la potevi fare. Le ha fatte Scanzi, in tv è un ragazzo a modo.

P.p.s. Giuliano Amato, per molti non per tutti “il tesoriere di Craxi per dieci anni”, non è stato tesoriere ma, al più, consigliere economico di Bettino. Tesorieri del partito socialista di allora sono stati Giorgio Gangi, morto due settimane fa, e Vincenzo Balzamo, morto di infarto (al San Raffaele…) prima che iniziassero i processi di Tangentopoli. Correvano i primi anni 90.

beppe-grillo-m5s

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s