Non è ancora tempo di rivoluzione arrogante e gentile

Spero che sia davvero Enrico Letta. Giovane, equilibrato e innovativo al tempo stesso. Con lui non sarebbe un salto all’indietro di vent’anni. Non ce lo possiamo più permettere. Quindi Letta sia, affidabile e moderato. Così moderato da non poter fare alzare il sopracciglio neppure ai moderati del Pdl, il partito che, non dimentichiamolo, ha posto le premesse per arrivare a questo punto di devastazione del Paese.

Matteo Renzi, l’ho scritto in tempi non sospetti, sarebbe stato la scelta numero uno. Ma forse non è ancora tempo di rivoluzione arrogante e gentile. Per trasformare la politica italiana (quella vera, quella che si fa esercitando il metodo democratico, come ha spiegato re Giorgio Napolitano II nel discorso d’insediamento e non l’assemblearismo a colpi di referendum in rete fra quattro gatti) servirà ancora tempo. Servirà, per esempio, che molli il colpo Silvio Berlusconi.

Renzi lo ha confidato ad Aldo Cazzullo del Corriere della Sera: lui andava bene al padre padrone del centrodestra finché metteva in crisi il Pd, finché picconava Bersani. Ora che finalmente era diventato unitivo diventava troppo pericoloso. Ora basta giochi, però. Letta, Renzi, Angelino Alfano se sarà vicepremier, Berlusconi e chiunque altro, si lavori solo per l’Italia.

enrico_letta

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