Consiglio non richiesto a Barca, Civati ed Emiliano: statece

Rileggo il pur ragionevole Pippo Civati che scrive su Quelli-di-sinistra-che-odiano-la-sinistra e cita Michele Serra di oggi su Repubblica (“Nella sinistra parecchie persone odiano la sinistra”). Ragazzi, fatevene una ragione, in Italia la sinistra che vi piace è storicamente minoritaria, non ha mai vinto le elezioni, ha governato solo e soltanto in coalizioni rese maggioritarie da gente che nulla ha a che spartire con le ragioni fondanti della sinistra e quando ha tentato l’avventura in solitaria o è uscita dal Parlamento o ha raccolto briciole.

Ci dev’essere un motivo più profondo, qualcosa che sfugge alla vostra analisi. Provate a capirlo e convincetevene. Il Pd che viaggia sparato verso l’autodistruzione dopo avere non vinto le elezioni (e, badate bene, nonostante tutto sarebbe il primo partito italiano, eh) è la fotografia perfetta di questa incapacità storica di capire per tempo che difficilmente su questa terra si può essere carne e pesce.

E però, attenti ora, un modo di non implodere c’è. Per esempio imparando che in democrazia la minoranza sa accettare le decisioni della maggioranza, non fa l’esatto contrario un minuto dopo, non organizza fronde, trappoloni, vendette trasversali, faide, dispetti, ribaltoni. Nessuna istituzione di alcun genere, che sia partito, consiglio di amministrazione, club della vela, perfino assemblea di condominio (per definizione il posto più litigioso del mondo, dopo il Pd) potrebbe funzionare senza il rispetto di questa regoletta elementare e fondamentale.

In democrazia si espone, ascoltati in religioso silenzio, la propria linea politica e se questa risulta perdente ringraziamento, inchino e zitti a lavorare per il successo del proprio partito. Soffermatevi sul comportamento dei partiti di sinistra (e di destra) nelle grandi democrazie occidentali. Esempio recente: i democratici in America si stanno scannando sulla limitazione alla vendita delle armi da guerra che Obama vorrebbe ad ogni costo (posizione coraggiosa, poco centrista, molto di sinistra). I più sensibili alle sirene della potentissima lobby delle armi hanno anche votato contro il presidente. Eppure nessuno si sogna di organizzare seduta stante una scissione. E ancora: ricordate Hillary Clinton sconfitta? Poi appoggiò incondizionatamente l’avversario (per il bene suo e della ditta).

Ecco, Barca, Civati, Emiliano, e persino Bindi, se non avete i numeri almeno prendete esempio e non seguite Nichi Vendola. O come direbbero a Gazebo: “Stàtece”. Al resto ci penseranno comunque gli elettori.

pippo_civati

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