Per Goldman Sachs il problema è ancora l’articolo18

Circola un report di Goldman Sachs sull’Italia. Analizza la debolezza dell’export e il bisogno (ma va?) di riforme strutturali. Dirk Schumacher mette in fila una serie di grafici storici che ribadiscono:

1. La crescita italiana sottoperforma da molto tempo, in pratica da fine anni 90
2. Export italiano, crescita più bassa peggiore fra le grandi economie europee
3. Export verso la Cina nettamente più basso rispetto alla Germania (e peggio della Francia)
4. Export delle regioni, male tutte a confronto con la Germania. Lombardia poco meglio della Campania (ehm, ehm)
5. Costo del lavoro assolutamente stabile, anzi in lieve rialzo, solo la Francia fa lo stesso. In Germania aumenta dal 2008, in Spagna sta letteralmente crollando
6. Il vantaggio competitivo italiano è limitato all’industria low-tech (dalle scarpe all’arredamento)
7. Le nostre imprese sono troppo piccole per stare in pista sul circuito mondiale (fino a 9 addetti in Italia 43%, in Germania 18%; più di 250 noi 22% loro 38%). In più la spesa in ricerca e sviluppo è meno della metà di quella tedesca.

Fin qui nulla da ridire. Questioni tristemente e colpevolmente note. E’ sul “what can be done” che Schumacher lascia di stucco, visto che – udite, udite – rispolvera l’articolo 18. “In particolare – si legge – l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sostiene che il dipendente va reintegrato in caso di licenziamento ingiustificato”. Ricordo male o si era passati oltre? L’analista di Goldman Sachs se la prende, peraltro, con i lavoratori italiani perché troppo litigiosi, se è vero che le cause di licenziamento finiscono in tribunale nel 59% dei casi contro il 3% in Germania.

Anche se poi, sottolinea la ricerca, il confronto sulla lunghezza dei tempi medi di risoluzione dei contenziosi (23 mesi in Italia, 4 mesi in Germania) è sconfortante. Manca, forse, un pezzo: uno è più litigioso se resta a casa senza alcun ammortizzatore sociale o se le opportunità sul mercato del lavoro sono più rare dell’acqua nel deserto.

Come se ne esce? Con una trasformazione del mercato del lavoro meno timida della Riforma Fornero, che comunque, sia chiaro, non farebbe miracoli perché pagherebbe solo nel lungo termine. Secondo Goldman Sachs, infatti, la legge prodotta dal governo tecnico ha colto soltanto in parte il bisogno di cambiare le regole ad uso di una maggiore flessibilità. La ragione? “E’ stata annacquata grazie alla resistenza dei sindacati e del Pd”. Una frase che, senza eccedere in dietrologie di maniera, ricorda moltissimo il Mario Monti della campagna elettorale.

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