M5S e nomine Cdp. Salvare le imprese o no?

In un intervento sul profilo Facebook la capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi scrive:

“I vertici e i Consigli di Amministrazione di alcune delle principali società pubbliche italiane, come Cassa depositi e prestiti, Finmeccanica, Sace, F2i, Ferrovie dello Stato, Ansaldo, Invitalia ed Enac sono prossimi alla scadenza.

In considerazione del fatto che tali aziende non solo sono partecipate dello Stato, ma sono attive in settori essenziali per i cittadini e strategici per il Paese, il Movimento 5 Stelle chiede che le nomine relative a tali vertici siano effettuate sotto il segno della trasparenza e dell’evidenza di merito.

Chiede inoltre che ci si astenga dall’effettuare nomine in presenza di conflitti di interesse o di pluralità di cariche con altre società pubbliche e private, o in presenza di doppia retribuzione pensionistica.

Il Movimento 5 Stelle sollecita quindi il Governo ad un impegno formale al rinvio delle nomine fino all’insediamento di un Governo legittimato, ed inoltre a riferire in Parlamento riguardo ai criteri, alle procedure ed alle modalità con le quali le nomine devono essere effettuate.

In questo senso il gruppo parlamentare M5S ha richiesto alla Presidente della Camera Boldrini che venga calendarizzata nella prima seduta utile la mozione in materia di nomine dei vertici delle aziende a partecipazione pubblica. L’urgenza scaturisce dalla decisione del Ministro dell’Economia e delle Finanze di anticipare al 17 Aprile 2013 l’Assemblea della Cassa Depositi e Prestiti. La richiesta è firmata dalla capogruppo Roberta Lombardi e prima firmataria Giulia Grillo, insieme ai deputati Daga, Pesco, Nuti, Nesci e Rizzo”.

Lo slancio della cittadina denota l’attaccamento alla nobile causa della trasparenza. Ben venga. Sommessamente, c’è da osservare (non è una forma di personale ossessione, la critica al M5S, sia chiaro) quello che evidenziava oggi il quotidiano per cui lavoro, il Sole 24 Ore.

Titolo: “Perché vanno subito confermati i vertici Cdp“. Succo: “Senza una piena conferma dei poteri e delle deleghe, l’ad Gorno Tempini e il presidente Bassanini non possono in alcun modo mettere in cantiere l’apertura di uno sportello dei pagamenti la cui creazione è cruciale per l’erogazione dei crediti”.

Quindi, ricapitolando: il Movimento 5 Stelle, che ha votato per per la Risoluzione unica parlamentare (quella che ha impegnato il Governo a emanare il Dl per il pagamento dei debiti della Pa alle imprese, documento firmato insieme a Pd, Pdl, Lega, Sel, Cd e Scelta Civica), ora “sollecita il Governo ad un impegno formale al rinvio delle nomine fino all’insediamento di un Governo legittimato”. Mossa che si tradurrebbe, indirettamente, in un blocco dei pagamenti alle imprese. Cioè, in un disastro.

Che poi, a ben vedere, non erano sempre i Cinquestelle, dallo stesso Beppe Grillo a Claudio Messora al professor Paolo Becchi, a dire che il Parlamento può lavorare tranquillamente perché un Governo c’è già?

roberta_lombardi

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s