Moralità è efficienza

Ovviamente si è sentito forte il botto procurato dall’intervista di Matteo Renzi al Corriere.

Ebbene, capiamoci.

Sul fatto che si stia guadagnando tempo per mettere la bandierina sul Quirinale mentre l’Italia in coma muore, come direbbe Bill Emmott, siamo d’accordo. Che Pier Luigi Bersani si sia lasciato umiliare in diretta streaming da una Roberta Lombardi qualunque è da sottoscrivere. Che gli otto punti siano pastura per i pesci, mentre – dico io – al famoso incontro con i Cinquestelle bisognava andarci con una sintesi concreta e stringente (non le solite metafore iperboliche) è da sottoscrivere.

“Il Pd – spiega Renzi – deve avere un sussulto di orgoglio: via il Senato, via le province, legge elettorale dei sindaci. Una gigantesca operazione di deburocratizzazione, con una grande scommessa sull’online. E un piano per il lavoro, che dia risposte al dolore delle famiglie e alle sofferenze delle imprese”. Tutto molto condivisibile.

Quel che non condivido affatto è “o Pdl o voto subito”. Non passa di qui la via d’uscita dallo stallo. Almeno non senza che qualcosa cambi.

Votare adesso, con questa legge porcata, è contro ogni logica e contro l’amor proprio. Significa volere davvero la fine dell’Italia. Quindi, in mancanza di accordi politici, se proprio non si può avere un governo Bersani di minoranza, meglio dieci saggi (anche se questi pare fossero gli unici col cellulare acceso a Pasqua) che scrivano una bozza di accordo sulla riforma elettorale. Non è una perdita di tempo, se poi si fa. Il Def, tanto, lo scrive il commissario europeo Olli Rehn sotto dettatura di Schäuble e Dijsselbloem.

Capitolo Renzi-Pdl e unica alternativa reale al passaggio precedente. “Io non voglio Berlusconi in galera. Voglio Berlusconi in pensione”. Partiamo da qui. Altrimenti, riflette Matteo, si dice mai con Silvio (scelta politicamente legittima, vista la storia degli ultimi mesi/anni) o lo si “vagheggia in manette”, mentre poi “ci si incontra di nascosto con Verdini”.

Quindi? Sì, Berlusconi (nonostante sia stato l’artefice della rimonta, lo so) faccia un passo non indietro, non di lato, ma avanti, verso il futuro del suo stesso partito. Una scelta encomiabile, tale da gettare le basi per un accordo a termine Pd-Pdl. Un biennio di governo fondato su un programma serio di riforme per rimettere in carreggiata il Paese e, di conseguenza, depotenziare lo tsunami. Pragmaticamente, vedete altre possibilità?

Infine, a quelli che ora danno, secondo me a torto, tutte le colpe al Pd e a Bersani (al quale peraltro ho già suggerito le dimissioni dopo il voto, quindi non devo ripetermi) ricordo solo che il Pdl, invece, vuole tornare alle urne subito proprio per non abolire il Porcellum, perché ragiona in termini di “ora i sondaggi ci danno avanti”. Grillo, il francescano, dovrebbe starci per amor di patria e invece no, perché con il ritorno del Mattarellum o con il doppio turno alla francese rischierebbe di essere fortemente ridimensionato. Capite? Fanno i furbi sulla carcassa della povera ragazza in coma.

“La vera moralità non è solo tagliare i costi; è rendere efficiente quel che fai”, dice Renzi nell’intervista di Aldo Cazzullo. Ecco, questa è la risposta. Ora, cari Pdl, Pd e Cinquestelle, seguano azioni concrete e responsabili.

dante_firenze

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