Politique politicienne contro dilettanti allo sbaraglio

Nel suo ultimo post Beppe Grillo supera se stesso e dimostra in maniera plastica che per guidare un paese non basta essere sufficientemente biliosi.

Primo, Beppe nostro smentisce un’altra volta, quasi in tempo reale, l’incerto portavoce al Senato Vito Crimi. Come dire che uno non vale uno, neanche un po’. Del resto, avete visto un referendum online dei Cinquestelle per decidere come regolarsi su un’eventuale coalizione con il Pd?

Secondo, Grillo torna sulla storia dell’abolizione dell’Irap e conferma di avere problemi con l’aritmetica (figuriamocelo alle prese con il Def, ovvero la Finanziaria).

Terzo, ripete che vanno fatte di corsa le commissioni parlamentari per mettere le Camere in condizioni di lavorare (a dispetto del fatto che abbiamo un governo dimezzato); ma dimentica o non sa che senza una maggioranza chiara le commissioni non possono partire. Consultare #opencamera per credere. In rete, come piace a Beppe.

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Insomma, Grillo vorrebbe governare a prescindere dal saperlo fare. Vi è chiaro? Ita-liàni!

Ps. Per questo ai 10 facilitatori di Napolitano che, in fondo, alimentano la vecchia politique politicienne (quella degli inciuci veri o presunti) avrei preferito un sano preincarico M5S. I pentastellati avrebbero dovuto organizzarsi per una coalizione oppure sarebbero andati a sbattere, come Bersani, e avremmo archiviato rapidamente la pratica. Altro che “Democrazia scatola vuota”.

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