Il lavoro che scompare. In Europa

Dow Chemical, gigante americano della chimica, saluta l’Europa e se ne va. Per “mitigare l’impatto delle dinamiche di mercato correnti” leva le tende in Belgio, Gran Bretagna, Spagna e Olanda (e, ad essere pignoli, anche in Giappone). Tradotto, significa 2.400 posti di lavoro che evaporano. Di qui a meno di due anni. I piani per il futuro dicono che Dow se ne andrà a produrre in Arabia Saudita. Molto cool, pare, visto che è la medesima scelta di Alcoa.

Anche Ford trasloca e lascia a piedi un bel po’ di gente. Il costruttore di automobili di Dearborn, Michigan, ha intenzione di chiudere entro la fine del 2013 il complesso di Genk, in Belgio, che dà lavoro a 4.300 persone. L’assemblaggio di Mondeo, S-Max e Galaxy sarà trasferita nel sito spagnolo di Valencia. Tenendo conto dell’indotto, a Genk Ford dà lavoro a circa 10.500 persone e, di fatto, è il primo datore di lavoro nella provincia fiamminga del Limbourg.

Ecco, la giornata non è finita e sono già evaporati altri tredicimila posti di lavoro nella Vecchia Europa. Intanto in Italia non si parla che di primarie, amazzoni e corruzione endemica. Le scelte di politica industriale no, quelle possono attendere. Magari i nostri prima o poi arriveranno. Un po’ come nel Deserto dei Tartari.

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